Spesso,
molto spesso, uno dei problemi più fastidiosi per un principiante lo
scoprire tardi che la foto che ha appena scattato stata rovinata dal
controluce o da un’esposizione errata.
Dal display lcd infatti difficilissimo capire se la foto venuta bene
e il rischio di foto troppo scure o troppo chiare sempre in agguato.
La tecnica utilizzata per risolvere il problema denominata bracketing e consiste nello scattare almeno tre foto consecutive a differente
esposizione. Questa tecnica usatissima nella fotografia tradizionale,
ma quella digitale permette anche un utilizzo alternativo che permette
di aumentare quello che viene definito range dinamico. In pratica permette di scattare foto perfette anche in
controluce. Ma andiamo con ordine e iniziamo spiegando come funziona
esattamente il bracketing.
Innanzitutto deve essere scelto il numero di foto da scattare e di
quanto devono essere sovraesposte o sottoesposte l’una rispetto
all’altra (o in alternativa la prima rispetto all’ultima). Solitamente
si misura la sovra/sotto esposizione in ev (equivalent value). I valori
più utilizzati sono quelli che corrispondono a intervalli di 0.3/0.6/1.0
ev tra una foto e l’altra. I valori massimi variano da macchina a
macchina ma si aggirano tra 1,5 e 2 unit. Un aumento di due unit
equivale a quadruplicare la quantit di luce catturata.
Si noti che il tempo necessario a scattare una foto in bracketing equivale a quello necessario a scattarne 3 o 5 normali (a seconda delle
impostazioni). Per questo motivo, a volte può essere comodo l’utilizzo
di un cavalletto che diventa necessario per la tecnica che illustreremo
nel paragrafo seguente.
Fondere più immagini a diverse esposizioni per ottenerne una con
Range Dinamico maggiore
Se il soggetto fotografato immobile e se vi dotate di un
cavalletto, potete utilizzare le immagini generate dal bracketing per
ottenerne una sola perfettamente bilanciata. Per fare questo
innanzitutto necessario che le tre immagini siano esattamente
identiche (a parte ovviamente l’esposizione) ed per questo motivo che
sarà necessario il cavalletto e un soggetto immobile.
L’espediente utile soprattutto nel caso in cui l’immagine sia in
controluce, ovvero dietro al soggetto dell’immagine sia presente una
forte fonte di luce, o più in generale nel caso in cui nella stessa foto
coesistano aree molto illuminate e aree molto scure. Grazie alle
immagini a esposizione diversa sarà infatti possibile catturare
l’esposizione ideale per ognuna delle zone in questione in un’immagine
diversa e grazie ad appositi programmi e/o plugin riunire il tutto in
una sola immagine.
L’operazione eseguibile anche senza l’utilizzo di plugin con la
versione base dei più noti programmi di editing fotografico (Corel
Photopaint, Adobe Photoshop, Paint Shop Pro) ovviamente per
l’operazione richiede una certa manualit nell’uso di questi programmi…
Uno dei programmi che svolge in modo automatico tutta l’operazione
Optipix della Reindeer Graphics. A essere esatti non un programma “stand alone”
ma un plugin per Adobe Photoshop (quindi richiede che sia installata una
versione qualsiasi di questo software o un programma compatibile) e la
procedura per fondere immagini a diversa esposizione denominata
“Exposure Blend” (“fusione dell’esposizione”) il software costa circa
100€ (cifra a nostro parere eccessiva), ma cercando in rete possibile
trovare programmi analoghi gratuiti.
Nelle
immagini sotto possiamo vedere come da due immagini in controluce (simultato)
a esposizioni diverse sia possibile ottenerne una sola bilanciata:
Sottoesposta

Sovraesposta

Effetto dell' "Exposure Blend"

In ogni caso gi l’utilizzo del semplice bracketing riesce solitamente a
mettere al riparo da foto con esposizione scorretta. Ed indubbiamente
più appetibile della fusione di esposizioni diverse che richiede troppe
attenzioni (cavalletto, fotoritocco, soggetto immobile). Per quanto
nelle situazioni di controluce netto questo metodo sia l’unico a offrire
risultati soddisfacenti.